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Si allarga il fronte contro l’Unione Europea. I baschi lanciano l’EHXIT

Si allarga in Europa il fronte delle forze politiche e sociali che, a partire da una posizione internazionalista, antifascista e anticapitalista, non solo contesta l’Unione Europea ma lotta per la sua rottura.

Dopo la Piattaforma Sociale Eurostop in Italia, France Insoumise, la Cup in Catalogna, alcuni settori - purtroppo minoritari - di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica, anche i baschi lanciano la loro campagna per “rompere l’Europa del capitale”.

Con una conferenza stampa e un breve ma efficace video, l’organizzazione internazionalista basca Askapena – da decenni al fianco dei movimenti socialisti e di liberazione di tutto il pianeta e protagonista della lotta per l’autodeterminazione del popolo basco – ha lanciato nei giorni scorsi la campagna per l’EHXIT, cioè la rottura dell’Unione Europea e la fuoriuscita di Euskal Herria (Paese Basco, in euskera) dalla cosiddetta ‘Europa Unita’.

“Non è facile la situazione che viviamo in Europa – afferma la voce di una giovane attivista basca mentre nel video scorrono immagini eloquenti – Lo sfruttamento della classe lavoratrice normalizza la povertà nei nostri quartieri, e ci condanna alla subalternità. Il controllo e la repressione continuano ad aumentare, per evitare che le classi popolari si ribellino contro la strategia capitalista e per garantire che il sistema continui a funzionare come previsto. E’ per questo che crediamo che è giunta l’ora di prendere posizione contro l’Unione Europea. Non è più sufficiente criticare l’Unione Europea e rivendicare una sua riforma dall’interno. Occorre rompere l’Unione Europea a partire dalle sue radici! Occorre cominciare a praticare da subito un modello di relazioni che vogliamo costruire affinché nel futuro l’Europa sia un territorio socialista, femminista e internazionalista. Rompiamo l’Europa del capitale!”.



Già lo scorso anno l'organizzazione Askapena (Liberazione, in euskera) aveva stilato e diffuso un dettagliato documento dal titolo “Unione Europea. Non ne abbiamo bisogno, non la vogliamo” (http://askapena.org/sites/default/files/Europa_cas.pdf) nel quale analizzava e denunciava il carattere antipopolare, antidemocratico e tendenzialmente imperialista dell’Unione Europea, riattualizzando una riflessione e una presa di posizione che avevano a lungo caratterizzato prima Herri Batasuna e poi Batasuna nei decenni scorsi, prima che la nuova formazione politica della sinistra indipendentista basca - Sortu - si attestasse su posizioni tendenzialmente riformiste e pragmaticamente favore di un ‘nuovo stato basco nell’UE’.

Il lancio della versione basca di Eurostop rafforza ora la mobilitazione condotta in tutta Europa da forze che, a maggior ragione dopo il fallimento dell’ipotesi riformista in Grecia e dopo il sostegno di Bruxelles alla repressione spagnola in Catalogna, si battono apertamente per rompere l’Unione Europea, disobbedire e denunciare i trattati, uscire dall’Eurozona e dai patti militari, a partire dalla Nato e dall’Esercito Europeo.

Questo proprio mentre alcune forze di estrema destra o populiste europee rinunciano ad un euroscetticismo in molti casi frutto di una critica strumentale che è servita solo ad attirare i voti delle classi popolari e dei ceti medi attaccati da anni di austerità, tagli e legislazioni autoritarie imposte da Bruxelles.

 

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