Interventi

Interventi (183)

Martedì 14 Maggio 2013 16:42

I comunisti e Ross@

di Giovanni Di Fronzo

Una discussione che parte tra atteggiamenti positivi e sospetti ideologici, voglia di affrontare i problemi e tendenza a restare nel proprio cortile. Come se le categorie (partito, masse, movimento, sindacato, ecc) fossero state dimenticate.

Stanno crescendo le adesioni all’Appello per la costruzione di un Movimento Anticapitalista che vedrà un primo momento di discussione pubblico il prossimo sabato 11 maggio a Bologna.

 

Il dibattito verso l’assemblea dell’11 Maggio a Bologna. La Rappresentanza Politica non è la Rappresentanza Istituzionale ma l'organizzazione dei settori di classe.

Lo strappo è stato fatto. Il paese con Napolitano di nuovo al Quirinale, sta ormai navigando nei mari della Terza Repubblica presidenzialista, per ora solo de facto. Ma tutto lascia supporre che diverrà regola in un prossimo futuro.

Il testo della dichiarazione comune per la costituzione di un movimento politico anticapitalista e libertario sottoscritta da una settantatina di militanti politici e sindacali. Primo appuntamento l'11 maggio a Bologna.

Nella notte del 9 tre balordi sequestrano, per qualche ora, un compagno del Centro Sociale Spartaco facendo irruzione nello spazio autogestito da anni a Santa Maria Capua Vetere (Caserta).   

E’ riuscita nei numeri e nella qualità delle adesioni l’Assemblea operaia e popolare, di sabato 6 aprile a Grottaminarda (AV), indetta dal Comitato di Resistenza Operaia e dal Comitato No Debito di Napoli.

Conferenza a Pisa per illustrare la proposta di una area alternativa euromediterranea, ispirata all'Alba in America Latina, resa necessaria dal tramonto del capitalismo in Europa.

"I lavoratori di Cipro devono scegliere la via della rottura dell'UE, partecipando attivamente alle lotte per il progetto di classe della costruzione dell'Alba mediterranea". Un documento della Rete dei Comunisti e un intervento dell'economista marxista greco Leonida Vatikiotis*.

Uno degli strumenti propagandistici più utilizzati dal governo Monti (ma non solo dal governo Monti) per far pagare la crisi agli unici che non ne hanno nessuna responsabilità, cioè i lavoratori, è stato quello di contrapporre i giovani precari ai lavoratori anziani con il posto fisso. La fuga dei cervelli è figlia di questa logica.

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