Resistenza comunista in Germania 1933-1945

Secondo la storia ufficiale, la resistenza tedesca al nazismo si ridusse alle gesta di qualche umanista isolato, come gli universitari della “Rosa bianca”, o gli ufficiali che tentarono di uccidere Hitler il 20 luglio 1944. La resistenza comunista è data per inesistente. E purtuttavia...

“… sabotatori che spedirono in fondo al mare diverse navi, propagandisti che stamparono e diffusero la stampa clandestina dal primo all’ultimo giorno del III Reich, guerriglieri che resistettero vittoriosamente ai distaccamenti SS, talpe che informarono quotidianamente l’Armata Rossa dei piani di battaglia hitleriani, operai che spedirono alla rottamazione la produzione di un’intera annata di una fabbrica aeronautica...”

Nelle fabbriche, nelle prigioni, nella clandestinità, la resistenza anti-nazista dei comunisti tedeschi fu condotta fra difficoltà inconcepibili e al prezzo di sacrifici inauditi.

Questa lotta costituì una pagina di gloria, ma anche un’esperienza preziosa.

È solo alla luce della incisività dei colpi inferti all’apparato militare nazista e dell’efficacia di questi successi e che si spiegano le vere ragioni delle miserabili menzogne e delle censure della storiografia della Germania occidentale verso la resistenza comunista.

Non dimentichiamo che l’incessante campagna anticomunista in Germania viene gestita a livello “scientifico” da un supponente Istituto per la Formazione Politica (“Bundeszentrale für Politische Bildung”) che costituisce un obbligato punto di riferimento per editori, giornalisti, insegnanti e studenti. Alla censura ed ai dettami di questo Istituto soggiacciono programmi scolastici e libri di testo. Chi osa mettere in discussione la “verità” ufficiale sui temi del nazismo, del comunismo, dell’11 settembre, della rivoluzione nei paesi del terzo mondo (e sempre più frequentemente del sionismo) potrà saggiare sin dai banchi di scuola l’inebriante sapore della repressione.

Uno dei capolavori di questo Istituto è quello di esser riuscito a lobotomizzare l’opinione pubblica, imprimendo nella mente dei cittadini-sudditi il falso mito dei “fratelli gemelli” – comunismo-fascismo. Pur percepito nella forma di lontana minaccia, il comunismo resta dunque ancora oggi un temibile nemico per quella borghesia che, ieri, ha portato Hitler al potere per proteggersi dal “bolscevismo” e che, oggi, si atteggia a campione di democrazia e dell’antifascismo.

8,90 €, Zambon editore

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