Giovedì 19 Luglio 2012 08:28

Iran crocevia per il trasporto e il transito delle merci

L'Iran conta, nei prossimi anni, di coinvolgere sempre più paesi partner che attraversano con le loro merci il paese ed ha presentato proposte ad Europa e paesi asiatici come Russia e Cina.


Si sa, per il Capitalismo le merci, a qualsiasi latitudine venga praticato, sono sangue che scorre nelle vene, senza merci non può esistere, senza lo scorrere del "sangue" non può sopravvivere.
Uno dei nodi nevralgici di questa sopravvivenza è il medioriente, ricco di materie prime e teatro di mille scontri per prenderne possesso, ma anche centro nevralgico e di trasporto e  transizione di milioni di tonnellate di merci.
Ruolo strategico, anche per le risorse che possiede come petrolio e gas, per la zona del Medioriente-Asia centrale lo assume, non a caso, il paese nel mirino dell' Imperialismo occidentale, l'Iran.
L'Iran, o come molti lo chiamano oggi Medioriente (luogo senza nessuna definizione stabilita), nella storia della civiltà umana è sempre stata la spina dorsale che regge l'intero corpo, in questo caso economico, della regione.

Regione vitale per gli equilibri strategici del Capitalismo mondiale, non a caso teatro di guerre per l'appropriazione di risorse e luoghi strategici per basi e controllo delle transizioni di merci da parte degli Stati Uniti-satelliti ed Unione europea (con Francia in testa).

L'Iran possiede 7.740 km di ferrovie, 13.000 km di autostrade asfaltate ed un totale di 155.000 km di strade percorribili, il principale porto del paese di ingresso è Bandar-Abbas sulla Stretto di Hormuz dove arrivano da 111 paesi del mondo merci per un totale, nel 2011, di 9,5 milioni di tonnellate, in barba all'embargo istituito con l'IRAN ACT da parte del congresso degli USA, con un incremento di circa il 34% dall'anno precedente e con una stima per il futuro, da parte della Republica Islamica, di un aumento a 12 milioni di tonnellate.

Altri porti importanti sono Bandar e-Anzali e Bandar-e Torkeman sul Mar Caspio e Khorramshahr e Bandar-e Emam Khomeini sul Golfo Persico. Dopo l'arrivo in Iran, le merci importate sono distribuiti in tutto il paese da camion e treni merci.

La costruzione di una Potenza economica Alternativa ed indipendente e politicamente autonoma,sia dagli imperialisti americani che da quelli dell'unione europea, vede la costruzione diplomatica e la partecipazione, troppo spesso ignorata dall'arroganza delle potenze occidentali, alle organizzazioni della regione come la ECO che è un'organizzazione intergovernativa regionale istituita nel 1985 da Iran, Pakistan e Turchia allo scopo di promuovere la cooperazione economica, tecnica e culturale tra gli Stati membri.

La ECO è attualmente formata da: Stato islamico di Afghanistan, Azerbaijan Repubblica, Islamic Republic of Iran, Repubblica del Kazakistan, Kirghizistan, Repubblica Islamica del Pakistan, Repubblica di Tagikistan, Repubblica di Turchia, Turkmenistan e la Repubblica di Uzbekistan.

Uno degli obiettivi principali della ECO (Organizzazione per la Cooperazione Economica) come un raggruppamento regionale è quello di promuovere gli scambi all'interno della regione e del resto del mondo basata sul principio del libero scambio, e per rispondere alle sfide della globalizzazione.

Ma anche l'importante SCO fondato nel 1996 dai governi di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.

Nel 2001 i cinque membri accolsero l’Uzbekistan, cambiando appunto il nome in Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione. Lo scopo iniziale era piuttosto limitato, cioè di allentare le tensioni tra i paesi membri, mentre successivamente l’obiettivo ufficiale sarebbe diventato quello di formare un fronte comune contro i cosiddetti “tre mali”, vale a dire terrorismo, separatismo ed estremismo.

In poco più di un decennio di vita, l’SCO ha tuttavia assunto sempre maggiore rilevanza, trasformandosi in una sorta di alleanza non solo politica ma anche militare, come dimostrano le svariate esercitazioni congiunte andate in scena dal 2003 e quelle bilaterali tra Russia e Cina, organizzate per la prima volta nella storia di questi paesi due anni più tardi. In particolare, Mosca e Pechino, nonostante una lunga storia di rapporti travagliati, hanno fatto registrare un certo riavvicinamento, promuovendo l’SCO come una risposta alla NATO e alle mire espansionistiche occidentali nel continente asiatico, e che vede l'Iran come osservatore interessato, basta vedere anche il potere che stà esercitando la Russia verso il probabile intervento ONU in Siria, storica alleata dell'IRAN nella regione.

L'Iran confina con 15 paesi e può essere considerato,a ragione, come il punto nevralgico di unione tra l'occidente e l'oriente.

Studi strategici hanno rivelato che il transito delle merci dei paesi dell'Asia centrale attraverso l'Iran e l'arrivo di queste ai porti del Golfo Persico è conveniente per queste nazioni,per l'Europa è il tragitto privileggiato per poter portare la propria merce nei mercati dell' Asia Centrale.

Lo sviluppo sistematico e frenetico ,da parte della Repubblica Islamica dell'Iran, di autostrade, aereoporti,porti e  ferrovie mostra l'investimento per sviluppare questo corridoio mercantile.

Da segnalare in questo ambito l'accordo a 5 tra Iran,Oman,Qatar,Turkmenistan e Uzbekistan che riguarda il collegamento tra il Golfo Persico e l'Asia Centrale  e la costruzione della ferrovia comune tra Iran,Turkmenistan e Kazakistan che arriverà a spostare 20 milioni di tonnellate all'anno.

L'Iran conta, nei prossimi anni, di coinvolgere sempre più paesi partner che attraversano con le loro merci il paese ed ha presentato proposte ad Europa e paesi asiatici come Russia e Cina.

In ogni caso è una bella differenza tra chi esporta "Finta Democrazia di rapina " e chi attraverso la diplomazia costruisce una propabile alternativa autonoma agli Imperialismi occidentali.

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