Lo stato della crisi. Ipotesi a confronto
Venerdi e sabato La Rete dei Comunisti ha promosso un convegno a Napoli per fare il punto sulla crisi sistemica che investe le economie capitaliste. Il capitale si è infilato in un vicolo cieco o sta individuando una diversa e drammatica via d’uscita?
Il 20 e 30 giugno la Rete dei Comunisti ha organizzato a Napoli due giorni di discussione sullo “stato della crisi” e dedicate ad Alessandro Mazzone, uno dei maggiori studiosi marxisti italiani, deceduto un mese fa. Il convegno di Napoli è stato definito come la logica evoluzione di quello sulla crisi di Bologna di due anni fa ed anche i relatori sono in buona parte quelli che si confrontarono allora avanzando ipotesi e diagnosi raccolte in una apposita pubblicazione – “Ballando sul Titanic” – che fu tra i primi materiali spendibili di analisi sulla crisi.
I lavori sono stati organizzati su tre sessioni tematiche: La prima, venerdi, è stata dedicata alla moneta, alle guerre valutarie tra dollaro ed euro soprattutto, ma non solo, e alle ripercussioni di quella che è stata definita la trappola della liquidità alimentata soprattutto dalle misure della Fed statunitense. A questa sessione sono intervenuti l’economista greco Leonidas Vakiatokis, Guglielmo Carchedi, Franco Russo e Luciano Vasapollo.
La seconda sessione si è svolta nella prima parte della mattinata di domani e è stata dedicata dedicata alle divaricazioni crescenti e alla crescente competizione tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea che attraverso una rapida escalation di trattati si va sempre più configurando come un polo imperialista in via di strutturazione. Geopolitica ed economia sono state al centro delle relazioni di Giorgio Gattei, Francesco Piccioni e Sergio Cararo.
Infine la terza sessione, svoltasi nella seconda parte della mattinata, è stata dedicata ai paesi emergenti (i Brics) e all’analisi dei modelli di sviluppo economico che stanno venendo da questi che rappresentano l’indubbia novità nell’economia mondiale. In una recente intervista Eric Hobsbawn ha parlato del capitalismo di stato come nuovo assetto capitalistico dopo il fallimento del capitalismo del libero mercato. In aree del mondo come l’America Latina sono state avviate importanti nazionalizzazioni di settori strategici dell’economia. In questa sessione ci sono stati gli interventi dell' economista boliviano Ignacio Mendoza sull'esperienza di integrazione regionale dell'Alba in America Latina, di Vladimiro Giacchè con una interessante relazione sulla Cina e di Mauro Casadio che ha messo in connessione la storia dei primi tentativi di edificare una economia non capitalista e socialista con le possibilità che si vanno riaprendo oggi e che di quei tentativi possono e devono tener conto.
Il convegno ha concluso i lavori intorno alle 14.30 per consentire a tutti i militanti e gli attivisti di partecipare alla manifestazione “Ripartiamo da Sud, rivoltiamo il paese” che si svolgerà nel pomeriggio. Le relazioni verranno pubblicate per il mese di settembre in un apposito quaderno, così com’è nella consuetudine dei compagni della Rete dei Comunisti che in questi anni hanno puntato molto sull’elaborazione di una analisi della crisi e dei processi storici da spendere poi sul piano dell’azione politica e della socializzazione delle conoscenze.
Ultima modifica Lunedì 02 Luglio 2012 09:25


