Venerdì 16 Marzo 2012 11:36

Final cut sui diritti dei lavoratori
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Ormai ci siamo. Governo e Cgil Cisl Uil hanno trovato la quadra sul mercato del lavoro svendendo le conquiste di due generazioni. Usb e Comitato No Debito chiamano ala mobilitazione contro l'assalto finale ai diritti e al futuro dei lavoratori.

 

Quello che era sembrato un confronto "in salita" è improvvisamente diventato una corsa in discesa e senza ostacoli. Quelli che venivano definiti "argomenti non disponibili alla trattativa" vengono ora scambiati tranquillamente con qualcosa che però non viene neppure detto. E nessuno sa quale sia il motivo di un "passo avanti positivo". Il destino di decine di milioni di persone, per oggi e per domani, viene gestito e manipolato come "cosa privata£ in mano a un pugno di psudo-sindacalisti che per storia personale ha già dimostrato di esser pronto a vendere qualsiasi conquista del movimento operaio da quando esiste.

Il documento-proposta del governo, che già ieri vi abbiamo fornito e qui alleghiamo di nuovo, è un pozzo nero in cui nulla viene salvato e ci consegna un futuro di precarietà e povertà per tutti. Il disegno? Poterci trattare come merce liquida, assumibile se serve, licenziabile quando non serviamo più, con una parvenza di "tutela" economica a breve termine e con pochi soldi (ma nessun diritto giuridico) per limitare al minimo risposte "disperate" da parte dei singoli lavoratori.

“Se queste misure si andassero a sommare a quelle che sono state approvate e concordate nell'ultimo anno – denuncia Fabrizio Tomaselli della Usb - si otterrebbe una miscela che produrrà lavoratori senza contratto nazionale, che lavoreranno con ritmi massacranti andando in pensione anni dopo l'età prevista; legati a normative e leggi che potranno essere modificate e peggiorate attraverso accordi aziendali; che saranno più ricattati e che potranno essere licenziati subito dopo l'assunzione perché precari, o in qualsiasi momento della loro vita lavorativa; che saranno meno tutelati in caso di crisi o chiusura dell'azienda”. Tomaselli annuncia mobilitazioni: “L’Unione Sindacale di Base si mobiliterà in queste ore, per manifestare la propria ferma opposizione, insieme a tutte le forze sindacali e sociali che stanno in varie forme esprimendo un forte dissenso al peggioramento delle condizioni dei lavoratori”.

Secondo il Comitato No Debito “Monti e la Fornero vogliono fare quello che nemmeno Berlusconi è stato in grado di fare”. A tale scopo il Forum Diritti-Lavoro ed il Comitato Nazionale NO DEBITO si mobilitano insieme contro l'attacco del Governo Monti all'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori. “Chiediamo a tutte le forze politiche, sociali ed al mondo della cultura di reagire con la necessaria fermezza di fronte al pericolo di veder regredire l'Italia a livelli che ci riportano agli anni '50 del secolo scorso.
Consentire le discriminazioni nei confronti dei lavoratori che lottano per i loro diritti significa aprire le porte ad un regime autenticamente antidemocratico”.
Il 21 marzo lavoratori, delegati sindacali, giuslavoristi si daranno appuntamento di fronte al Parlamento per far sentire la voce di chi non si arrende ai dicktat di un Governo che è tutto fuorchè tecnico.

Ultima modifica Venerdì 16 Marzo 2012 12:25

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