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‘L’Ottobre sta arrivando’: un intervento del Laboratorio Comunista Casamatta di Napoli

Alcuni elementi emersi dal primo dibattito tenutosi presso il "Civico 7 Liberato" di Napoli a proposito della Campagna “L’Ottobre sta arrivando”

Venerdì 14 Aprile è andata in porto la prima iniziativa della campagna per il centenario della Rivoluzione d'Ottobre, presso il Civico 7 Liberato di Napoli. L'iniziativa, promossa dal Laboratorio Comunista Casamatta e da Rete dei Comunisti, ha visto la partecipazione di decine di compagni ed attivisti di Napoli, di rappresentanti di diverse organizzazioni comuniste cittadine e di una delegazione da Roma del collettivo Militant, promotore della campagna sul piano nazionale. E' stata la prima iniziativa pubblica promossa nel Civico 7 Liberato (C7L), spazio occupato nel mese di Gennaio che solo qualche settimana fa è stato oggetto di uno sgombero da parte dell'Amministrazione Comunale a cui abbiamo risposto prontamente con una nuova liberazione dello spazio, sottraendolo al degrado e all'abbandono e iniziando i lavori necessari a renderlo nuovamente fruibile alla popolazione.

Tanti gli interventi e ricco il dibattito che si è sviluppato nel corso dell'iniziativa, permettendo di riflettere collettivamente sull'importanza di fare oggi una campagna come quella del Centenario della Rivoluzione, una campagna che vuole essere strumento di ricostruzione e bilancio della storia del movimento comunista con il fermo obiettivo di riaffermare l'attualità della rivoluzione socialista. In questi mesi anche la classe dominante mette in campo i suoi dispositivi ideologici e culturali e prova a raccontare a suo modo la Rivoluzione d'Ottobre, fatta passare ora per un colpo di mano effettuato dalla minoranza bolscevica, ora come una rivoluzione fallita che avrebbe aperto la strada ad una storia di “errori ed orrori”1 come quella dei paesi socialisti del '900. E' in questo contesto che urge, per i comunisti e i rivoluzionari del nostro paese, sviluppare a fondo una riflessione sul significato odierno della rivoluzione, sulla sua attualità e inattualità – ciò che accomuna e ciò che differenzia il nostro contesto da quello della Russia dell'epoca pre-rivoluzionaria - sulle forme di organizzazione e di lotta che l'eredità dell'Ottobre ci ha lasciato e che vanno riaffermate oggi, nel nuovo contesto della crisi generale del capitalismo e di trasformazione degli assetti inter-imperialistici costituiti. 

Tra gli spunti più interessanti emersi nel dibattito, ne sottolineamo alcuni che a nostro avviso sono di particolare utilità nella prosecuzione della campagna che, ricordiamolo, si articolerà in una serie di iniziative nei prossimi mesi a partire dalla conferenza sulle Tesi di Aprile in programma il 12 Maggio.

La rivoluzione d'Ottobre fu una rottura dell'anello debole della catena dell'imperialismo avvenuta in un contesto di una paese arretrato, diversamente da quanto ci si aspettava nella maggioranza delle organizzazioni politiche che si rifacevano al marxismo. E' qui che si viene a creare, nel movimento comunista, il salto di qualità del leninismo che possiamo sintetizzare nel concetto di attualità della rivoluzione (su questo tema torneremo più volte nel corso della campagna), che rompe con l'attendismo e il riformismo che si erano sedimentati nella II Internazionale.

Nella Russia del 1917 si venne a creare una situazione in cui la classe dominante, capeggiata prima dallo Zar e poi dagli esponenti borghesi del Governo Provvisorio nato dalla rivoluzione di Febbraio, non riuscì a governare un contesto di crescente mobilitazione delle masse, organizzate nei Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini, che presero in mano il potere mettendo fine alle devastanti condizioni imposte dalla prosecuzione della guerra imperialista. Oggi, all'interno del blocco imperialista dei paesi legati all'UE e alla NATO, l'Italia rappresenta uno di quegli anelli deboli dove si sommano una crescente difficoltà da parte delle classi dominanti ad imporre stabilità politica e un peggioramento progressivo delle condizioni di vita dei settori popolari. Da questo punto di vista, occorre prepararsi fin da subito a ricostruire quel filo rosso con la classe lavoratrice che ci permetta di arrivare preparati di fronte a rotture che si verranno inevitabilmente a creare in un contesto internazionale che, se guardiamo alle contraddizioni tra gruppi e paesi imperialisti e alla crescente tendenza alla guerra, ricorda molto il periodo che ha preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Anche oggi infatti vengono meno le “camere di compensazione” che hanno attenuato, nel corso degli ultimi decenni, le contraddizioni tra i principali blocchi imperialisti (a partire da quello USA contro quello rappresentato dall'UE) e sono già in atto delle “prove” di guerra mondiale a cui il nuovo presidente americano Trump ha impresso una netta accelerazione. Occorre tuttavia analizzare, e la campagna sarà un'occasione anche per questo, le forme della guerra in relazione alla fase attuale dell'imperialismo e come si realizza, nell'odierno assetto internazionale, la distruzione dei capitali in eccesso con cui la borghesia imperialista tenta di uscire dalla crisi in cui è sommersa.

 La Campagna l'Ottobre sta arrivando, oltre ad essere strumento per costruire il necessario bilancio storico e politico delle rivoluzioni socialiste e occasione di dibattito e confronto tra quanti oggi ritengono necessario un radicale cambiamento dello stato di cose presenti, si pone l'obiettivo di ricostruire un immaginario politico, rivolto alle nuove generazioni e a quel proletariato che ha perso i legami storici con la tradizione di lotta e organizzazione di cui il movimento comunista era espressione, che faccia da apripista al lavoro di ricomposizione di classe e di ricostruzione di quella coscienza e quell'organizzazione senza le quali non è possibile alcun processo rivoluzionario. Cos'è attuale e cosa inattuale della Rivoluzione d'Ottobre? Quali le possibili Tesi di Aprile della nostra fase storica? Come si lega oggi il tema della rivoluzione socialista al livello che esprimono le mobilitazioni esistenti e alle attività sociali e culturali necessarie a costruire un ampio lavoro tra le masse? In questo senso, il C7L proverà ad essere un punto di riferimento della campagna anche in relazione alle attività sociali, culturali e di massa che intendiamo portare avanti nei prossimi mesi per far sì che la campagna l'Ottobre sta arrivando sia radicata tra quei settori popolari protagonisti del crescente attivismo sociale nella città di Napoli, guardando con attenzione ai numerosi giovani che oggi si organizzano per far valere le proprie esigenze, come testimonia il contributo portato dal Collettivo Autorganizzato Popolare 80010 di Quarto all'assemblea del 14 Aprile.

La campagna l'Ottobre sta arrivando si pone inoltre l'obiettivo di sviluppare il dibattito2 tra le organizzazioni che la promuovono sul piano nazionale nell'ottica di una politica da fronte che riteniamo il presupposto di ogni possibile ricostruzione dell'organizzazione dei comunisti nel nostro paese. In tal senso sarà un'occasione di confronto e dibattito su come avanzare nel processo di costruzione della soggettività rivoluzionaria a partire dai settori di classe più coscienti e dal comune riconoscimento dell'assenza, nel nostro paese, di un Partito comunista, che sia avanguardia e punto di riferimento per il proletariato e le altre classi oppresse nel nostro paese. Quali sono i fattori su cui far leva e quali quelli che ostacolano la ricostruzione di un forte movimento comunista, è una delle domande a cui la campagna a nostro avviso deve provare a rispondere se intende dare un contributo alla prospettiva politica e organizzativa dei comunisti. 

Un ulteriore aspetto che è emerso dal dibattito e che va sottolineato, in termini del metodo con cui approcciare alla campagna, è che, nel fare il bilancio storico e politico con un approccio scientifico e funzionale agli obiettivi attuali, va evitato il dogmatismo e lo schematismo di chi riduce la storia del movimento comunista a una storia degli eroi contro i traditori, alla santificazione di questo dirigente bolscevico e alla demonizzazione del bugiardo revisionista; ciò che ci serve è invece analizzare anzitutto i processi storici reali e le condizioni materiali che hanno determinato l'arretramento del socialismo e l'avanzata feroce del capitalismo, legando la ricostruzione delle lotte ideologiche e politiche interne al movimento comunista alle concrete condizioni che si sono poste storicamente nella lotta per avanzare verso il comunismo. 

In tal senso la prima iniziativa che abbiamo portato avanti nella campagna l'Ottobre sta arrivando, così come il programma stilato e distribuito tra i partecipanti, non intendono essere immediatamente risolutivi ma si pongono nell'ottica di sviluppare linee di dibattito intorno a tre obiettivi sostanziali: l'approfondimento, la formazione e la propaganda sul più grande processo di emancipazione degli uomini che ha fatto irruzione nella storia a partire dall'Ottobre del 1917. E' in quest'ottica che invitiamo i partecipanti alla prima assemblea della campagna e tutti i compagni interessati a contribuire all'elaborazione e alla promozione delle future iniziative: facciamo sì che il centenario della Rivoluzione d'Ottobre non sia una mera celebrazione, ma un'occasione per avanzare nella ricostruzione del movimento comunista.

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