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Scuola delle competenze e ideologia del capitale (parte prima)

Lo scorso 5 ottobre, al Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma, è stato presentato l’OECD National Skills Strategy Diagnostic Report – Italy”, un report che individua le sfide e le aree di intervento per lo sviluppo delle competenze e che vuole individuare una strategia per affrontare il low skills equilibrium in cui si trova l’Italia, cioè quella situazione in cui un basso livello di competenze possedute si accompagna a una debole domanda da parte delle imprese”.

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"Formazione, Ricerca e Controriforme": resoconti ed interventi

Le presentazioni del nuovo numero di Contropiano, contentente gli Atti del Convegno "Formazione, Ricerca e Controriforme" tenutosi a Bologna il 30 aprile 2016, sta portando a vari confronti ed interventi. Di seguito i riferimenti a resoconti ed interventi ad alcune delle numerose presentazioni dell'ultimo numero di Contropiano che si stanno svolgendo in Italia.

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Roma 29 novembre - Presentazione di Contropiano "Formazione, Ricerca e Controriforme"

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Relazione introduttiva Scuola e Formazione

 

Convegno "Formazione Ricerca e Controriforme" - Bologna il 30 aprile 2016

Intervento introduttivo di Massimiliano Piccolo

I processi di ristrutturazione capitalista in atto a livello internazionale da qualche decennio e la fase costituente dell’Unione Europea in polo imperialista hanno avviato – forse in modo definitivo – una fase nuova nella storia. Dopo la sconfitta dell’Unione Sovietica, l’Europa si è, infatti, ritagliata un ruolo diverso da quello che aveva svolto finché l’imperialismo nord americano poteva esercitare nei suoi confronti una politica volta a una subordinazione quasi meccanica della sua funzione nello scacchiere geopolitico internazionale. La politica del contenimento aveva nei fatti prodotto un’Europa asservita ma anche partecipe di tale condizione. La prima idea di unità europea (il MEC e la CEE dopo) prende corpo, infatti, in contrapposizione al blocco socialista e, quindi, la scelta di campo all’interno del conflitto capitale-lavoro è da subito netta. Identità ideologica, ragioni economiche e comunanza strategica nell’atlantismo sono le coordinate comuni dei paesi che vi aderirono. Nasce, così, un’Europa di organismi sovranazionali e dei governi che procede verso un’unificazione più stringente con l’elezione popolare del parlamento di Strasburgo, con l’integrazione monetaria e del mercato del lavoro, con l’unificazione delle due Germanie e con la conseguente annessione di pezzi dell’ex blocco socialista.

Sul processo in atto oggi che tende a costituire l’Unione Europea in un polo imperialista che contrasta ma anche collabora con il tradizionale imperialismo americano, abbiamo già scritto parecchio; si tratta, adesso, di puntare l’attenzione su quell’insieme di politiche che hanno nei processi di formazione dei giovani un punto cruciale d’insistenza. Giovani intesi come forza lavoro e come portatori di complessive ‘visioni del mondo’ assoggettabili a questo ruolo nuovo dell’Unione Europea e funzionale alla contemporanea divisione internazionale del lavoro. Da questo punto di vista, infatti, la mancanza di specifici progetti nazionali sulla formazione è la spia dell’adeguamento a un paradigma unico europeo sulla formazione in subalternità perché tarato sulle necessità dei paesi dominanti e della costituenda borghesia europea.

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