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Rigurgiti fascisti: PD e UE sono parte del problema

In tutta Europa assistiamo ad un’escalation neofascista. L’estrema destra che ormai si richiama direttamente all’esperienza del fascismo e del nazismo rialza la testa, nutrita da anni di austerità, tagli e privatizzazioni imposte dall’UE e applicate spesso da governi di centrosinistra e “sinistra”.

La propaganda e il radicamento degli squadristi si alimenta del sacrosanto risentimento generato nelle classi popolari dalla povertà, dal disagio sociale e dalla precarietà, a fronte di una crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di super ricchi. 

I fascisti hanno gioco facile nell’orientare il risentimento popolare verso un facile capro espiatorio – l’immigrazione – deviando così l’attenzione dei settori sociali dai veri responsabili del peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari e generando una guerra tra poveri funzionale al mantenimento dei privilegi delle classi dominanti.
Infatti governi, magistratura e polizia concedono mano libera ai fascisti, mettono i media a disposizione della loro propaganda, si girano dall’altra parte di fronte alle aggressioni, agli omicidi, agli innumerevoli atti di violenza di cui essi si rendono responsabili. Salvo fare appello al voto democratico e antifascista al momento delle elezioni, strumentalizzando il pericolo dell’ascesa al potere delle destre estreme che essi stessi alimentano.

Anche in Italia le aggressioni fasciste si fanno sempre più violente e numerose, ma gli apparati dello stato non muovono un dito contro gli squadristi e i loro mandanti, mentre le mobilitazioni antifasciste sono oggetto di una repressione sempre più asfissiante. Mentre gli scontri tra fascisti e antifascisti si moltiplicano il PD e il suo sistema di potere tentano di accreditarsi come argine al caos e all’incertezza, chiedendo all’opinione pubblica impaurita di votare Renzi-Gentiloni turandosi magari il naso – e tacendo sulla prospettiva di un governo con Berlusconi e soci – per impedire l’ascesa della destra. Da una parte il PD alimenta il fascismo con le sue politiche antipopolari e sposta a destra il suo messaggio politico includendo chiavi di lettura razziste e securitarie. Dall’altra si descrive come unico argine al dilagare dell’estrema destra. Un ruolo affatto credibile per un partito che gioca col fuoco, alimentando irresponsabilmente un fenomeno allo scopo di trarne vantaggio politico ed elettorale.

Dobbiamo contrastare il fascismo con tutte le energie a nostra disposizione, in maniera militante: i fascisti non devono parlare e con i fascisti non si parla.
Ma il PD e le classi dirigenti europee sono parte del problema, non della soluzione, e non possono in alcun modo essere legittimati da un fronte antifascista che oltre agli effetti delle politiche autoritarie e ordoliberiste deve combatterne anche le cause in un’ottica di classe che smascheri i fascisti come mazzieri della borghesia.
In alcun modo va legittimata la strategia del PD che passa anche dall’indizione di mobilitazioni improntate ad un antifascismo strumentale ed elettorale che va denunciato e rispedito al mittente. Per questo sabato 24 febbraio riteniamo sbagliato partecipare al corteo nazionale convocato a Roma da alcune organizzazioni riconducibili al Partito Democratico, le stesse che dopo la tentata strage compiuta dal fascista Luca Traini hanno tentato di boicottare la mobilitazione antifascista di Macerata. 

 

Rete dei Comunisti

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