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Tesseramento alla Rete dei Comunisti: un impegno politico a tutto tondo!

Come è consuetudine da alcuni anni, in questo periodo, la Rete dei Comunisti avvia la Campagna di Tesseramento per l’anno corrente.

Una Organizzazione in campo

Lanciamo questa Campagna di Tesseramento all’indomani della riuscita Manifestazione, della Piattaforma Sociale Eurostop, dello scorso 25 marzo la quale ha iniziato ad evidenziare la possibilità che nel nostro paese si affermi un movimento politico/sociale – con caratteristiche popolari e di massa – contro la gabbia dell’Unione Europea e contro il complesso delle politiche, economiche e militari che afferiscono all’imperialismo di casa nostra: quello europeo!

Un passaggio, dunque, di non poco conto per l’agenda politica del nostro paese a cui come Organizzazione abbiamo dato un importante contributo.

Ma la nostra azione, come appare evidente dall’insieme della nostra attività, non si è limitata al supporto a questo tipo di mobilitazione o agli altri versanti del conflitto sociale/sindacale dove pure apportiamo il nostro impegno politico e militante.

Sul prioritario punto del lavoro teorico e d ricerca, nei mesi scorsi, abbiamo dato vita a due importanti Forum i quali costituiscono, a nostro avviso, un significativo contributo al processo di riattaulizzazione/riqualificazione di una moderna opzione comunista organizzata.

Il Convegno “La Ragione e la Forza – Riflessioni sul ruolo dei comunisti tra passato e futuro” svolto a Roma nel giugno 2016 (http://www.retedeicomunisti.org/index.php/documenti/1306-la-ragione-e-la-forza-riflessioni-sul-ruolo-dei-comunisti-tra-passato-e-futuro) ed il Convegno “Il vecchio muore ed il nuovo non può nascere” del dicembre 2016 (http://contropiano.org/documenti/2016/12/15/vecchio-muore-non-puo-nascere-ad-un-passaggio-fase-storica-087042) sono stati due tappe di ragionamenti e riflessioni che, come RdC, abbiamo offerto ai compagni tutti ed alla più generale esigenza di bilancio critico delle esperienze e di necessità di una nuova ripartenza politica ed organizzativa per i comunisti nel nostro paese.

Su questi snodi e sui materiali che si sono addensati in questi momenti di confronto, a partire dai prossimi mesi, organizzeremo incontri nelle varie città dove intendiamo interloquire con quanti sono interessati all’ulteriore sviluppo della possibilità concreta che i comunisti continuino a svolgere un ruolo politico ed una funzione programmatica ed agente nel conflitto di classe.

Collochiamo – quindi – la Campagna di Tesseramento in questo contesto di dibattito e di battaglia politica a tutto campo a partire da noi stessi, dalle nostre strutture e dai compagni e simpatizzanti che guardano con interesse al nostro lavoro.

Il Tesseramento alla RdC

Abbiamo scelto, dagli ultimi anni, la modalità del Tesseramento per “formalizzare” l’adesione di un compagno alla nostra Organizzazione per dare organicità politica e militante a chi - sulla scorta della condivisone del progetto politico che interpretiamo - sceglie liberamente di impegnarsi in questa intrapresa collettiva.

Come è noto la RdC prevede due tipologie di adesioni: Militanti ed Attivisti.

La scelta di essere organizzazione di quadri con funzioni di massa e la disillusione prodotta da innumerevoli esperienze negative fatte dentro e fuori i partiti, ci spinge a definire, almeno per il momento, due piani di relazione organizzata, quella dei militanti e quella degli attivisti.

I Militanti sono coloro i quali intendono non solo aderire al progetto e partecipare alle iniziative e al dibattito ma assumere responsabilità soggettive nelle strutture e nella attività dell’organizzazione. Impegni individuali che devono avere a riferimento la discussione e le decisioni collettivamente prese sia nelle strutture di direzione che di lavoro di cui la RdC si dota.

L’importanza del collettivo non risiede solo nella necessità di affrontare adeguatamente i complessi problemi che intendiamo affrontare ma anche essere una controtendenza alle derive individualiste, leaderistiche e competitive che si sono ampiamente radicate nella cultura politica dei comunisti e della sinistra.

Attivista è chi, pur condividendo il progetto politico, non intende o non è in grado di impegnarsi con incarichi di responsabilità nelle strutture. L’obbligo che si chiede è quello della partecipazione attiva al dibattito politico delle strutture di appartenenza ed alle iniziative politiche dell’organizzazione.

Vanno naturalmente sollecitate e costruite tutte quelle forme di collaborazione organizzata praticabili in base alle esigenze degli attivisti. La condizione di attivista ha però un’altra funzione da svolgere in quanto il rapporto tra attivisti e militanti è dinamico.

La relazione che si stabilisce è anche un momento di reciproca verifica, sulla condivisione delle scelte e dalla pratica politica, funzionale ad un rafforzamento del rapporto da militanti tramite l’assunzione di responsabilità nelle strutture, naturalmente se è il risultato di una verifica positiva.

D’altra parte questa elasticità della relazione politica interna permette anche di tornare in modo non traumatico su scelte d’organizzazione già fatte ma che possono mostrare difficoltà politiche o individuali nello sviluppo della attività organizzata.

Con tale attitudine ci predisponiamo a questo passaggio, tutt’altro che rituale o formale, con la consapevolezza vera che il percorso per la costruzione dell’Organizzazione/Partito dei Comunisti è un obiettivo di natura strategica al quale non intendiamo rinunciare.

 

Rete dei Comunisti

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